Amici della carità aderisce e sostiene l’iniziativa “Adesso, Odesa”, promossa dal Mean – Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, rete nazionale di 35 associazioni di cui la nostra realtà fa parte fin dalla sua costituzione nel 2022, condividendone l’impegno per la promozione di percorsi di dialogo e di pace.
Questo il comunicato diffuso dal Mean:
A Odessa dal 25 al 28 agosto il Mean: “Passo per corpi civili di pace”
Dal 25 al 28 agosto 2026 il Mean (Movimento Europeo di Azione Nonviolenta, una rete di 35 associazioni) sarà insieme al network di società civile Ucraina a Odessa con ‘Adesso, Odesa’, “nuova iniziativa di mobilitazione civile europea nel cuore dell’Ucraina colpita dall’invasione russa”. Lo annunciano i portavoce del Movimento Angelo Moretti, Marianella Sclavi, Marco Bentivogli e Marcello Raimondi.
La missione – spiegano dal Mean – sarà anche un nuovo passo nella proposta che la rete “porta avanti da anni per l’istituzione dei Corpi Civili di Pace Europei (CCPE), riprendendo l’intuizione lanciata da Alexander Langer e trasformandola in uno strumento concreto della politica europea di pace”.
“L’Europa – prosegue la rete in una nota – ha bisogno, accanto alla diplomazia e agli strumenti di difesa e sicurezza, di una capacità civile permanente di intervento nelle aree di crisi: donne e uomini adeguatamente formati per lavorare sul terreno nella prevenzione dei conflitti, nella mediazione, nella tutela dei diritti umani, nella riconciliazione tra comunità e nella ricostruzione del tessuto civile e democratico. Andiamo a Odessa per sostenere il processo di integrazione nell’Ue dell’Ucraina”.
“I CCPE possono diventare una vera infrastruttura europea della pace, uno strumento operativo per costruire le condizioni della pace prima, durante e soprattutto dopo i conflitti. Perché costruirla richiede decisioni che oggi nessuno ha ancora preso. Chiediamo – proseguono i portavoce – che i Corpi Civili di Pace Europei abbiano una linea di bilancio dedicata nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, una collocazione istituzionale definita presso il Servizio europeo per l’azione esterna, un percorso di formazione riconosciuto e uno statuto giuridico per chi opera sul terreno. E chiediamo che si parta subito con un nucleo pilota, reclutato insieme alle organizzazioni della società civile europea e operativo entro questa legislatura”.

