Di Maria Grazia Guida, Amici della carità
Guia (foto dal sito guiasambonet.com) è entrata a far parte dell’associazione nel 2010, con un atteggiamento curioso e il desiderio di comprendere ciò che aveva ispirato prima la Fondazione Casa della Carità e poi l’associazione Amici, all’interno del pensiero del cardinale Carlo Maria Martini.
Abbiamo percorso molta strada insieme, anche con le amiche toscane e bolognesi delle Reti della Carità, con le quali era nato un cammino di discernimento culturale e spirituale sul tema della Chiesa e dell’essere donne impegnate, in diversi ambiti sociali e culturali, all’interno della comunità ecclesiale.
Nel percorso condiviso in amicizia con l’associazione, le tue idee e la tua professionalità — radicate in una storia profondamente legata al nostro tempo — ti hanno portata a sostenere e accompagnare la realizzazione di importanti eventi e momenti di lavoro. Tra questi, in particolare, la creazione del video Food Ensemble, nato da una tua intuizione durante il cammino dell’associazione Amici e presentata in occasione di Expo Milano 2015: un momento in cui la città si apriva al mondo e in cui era fondamentale offrire ai bambini un’esperienza nuova di condivisione e fraternità.
Altri momenti significativi sono stati la presentazione del tuo libro “AI piedi del maestro” presso la biblioteca della Casa della Carità e gli incontri più raccolti all’interno delle Reti e degli spazi di riflessione dell’associazione.
Il pensiero ignaziano era alla base della tua formazione e, dopo un lungo peregrinare — geografico ma anche umano e storico — eri approdata nella famiglia dei gesuiti, conquistando, non senza fatica, un ruolo importante: quello di unica donna autorizzata alla riflessione spirituale e, come dicevi tu, anche alla predicazione dall’ambone.
Ci hai insegnato la determinazione delle donne: fragili e insieme forti nel proprio tempo, capaci di seminare un mondo diverso, fatto di giustizia, apertura ai temi delle migrazioni, pace e riconciliazione.
Ricordo l’ultima volta che ti ho incontrata, già molto sofferente, a casa tua. Abbiamo parlato a lungo della tragedia della guerra in Palestina, ripensando ai luoghi santi che entrambe avevamo conosciuto. Ma soprattutto abbiamo condiviso uno sguardo attento alle sofferenze dei bambini e alla forza resistente di tante donne e madri che, nonostante tutto, cercano di costruire un futuro per i propri figli.
Grazie, Guia. Anche nelle spigolosità del confronto, la tua ricchezza spirituale è stata preziosa per tutti noi. Continueremo a custodirti nel nostro ricordo.

